È sempre una gioia vedere l’uscita di un disco contenente opere inedite di uno degli ancora moltissimi compositori del Sei-Settecento italiano che continuano a rimanere nell’ombra per il solo fatto di essere stati oscurati dalle luminosissime stelle di Arcangelo Corelli, Alessandro Scarlatti e Antonio Vivaldi. L’ultimo compositore riscoperto dalla Tactus per la gioia di tutti gli amanti del grande repertorio barocco è Carlo Antonio Marino, musicista nato nel 1670 nel Bergamasco (ad Albino o a Clusone, come si legge nelle note di copertina firmate da Alberto Firrincieli), che dal 1687 (quando aveva appena 17 anni) al 1705 diede alle stampe ben otto raccolte di musica strumentale, due delle quali andate perdute. Il programma di questo disco comprende quattro sonate a cinque dell’op. 3, tre sonate a quattro dell’op. 6 e un assai più elaborato Concerto a quattro per archi e basso continuo dai quali è possibile apprezzare lo stile gradevole e originale di un compositore che seppe svincolarsi spesso dalle convenzioni dell’epoca, offrendo sia alla viola sia al violoncello la possibilità di emanciparsi dalla funzione di semplice supporto armonico per prendere attivamente parte all’esposizione tematica, conferendo in questo modo un maggiore spessore sonoro a queste opere. L’esecuzione è affidata all’Orchestra da camera «Carlo Antonio Marino» diretta da Natale Arnoldi, che con il suo attraente impasto sonoro e la sua vitalità ritmica si conferma il paladino migliore del compositore da cui prende il nome. Naturalmente, tutte le opere di questo disco sono presentate in prima registrazione mondiale.
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